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Dal colle Braida al colle Bè Moulè 1657 m

66Dal colle Braida 1007 m si percorre la strada sterrata, con possibili scorciatoie, raggiungendo le Prese Brunetto dove si prosegue in direzione Col Bione 1430 m. In questi 400 m di dislivello si potranno incontrare animali quali cervi e daini se fortunati. Durante il sentiero per per salire, specie se d’inverno ci sarà molto ghiaccio, ma soprattutto neve che impegnerà anche gli escursionisti più esperti. Si consiglia quindi di attrezzarsi con scarponcini da trekking, ma possibilmente anche con ciaspole, mentre nel mese estivo caldo permettendo si sale tranquillamente in cima. Una volta arrivati al colle Bione 1430 m, ci si ritrova di fronte una capella (vedi foto sotto) molto suggestiva. 

Nel 1800 sul Colle Bione esisteva un piccolo pilone fatto di pietre votivo, che era dedicato alla Madonna dell’Aiuto (vedi foto sotto), ma solo nel 1900 si costruì questa cappella, per opera di Picco Rosset Giovanni un abitante del borgo di Coazze. 

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Capella – Colle bione 1430 m, dedicata alla Madonna dell’aiuto costruita nel 1900.

Su una targa affissa alla Cappella possiamo leggere le seguenti parole: “Più puro, più semplice, più vivo. Richiamo perenne che lega l’uomo al Mistero che lievita l’anima e la spinge dal soffio di questa porta là dove non hanno più senso né tempo né spazio”.

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Pilone volutivo, sul colle Bione 1430 m.

39Da colle Bione 1430 m s’incontra il percorso col cartello 435/9 (foto sinistra) dove appunto, ci dice quella che poi sarà l’ultima nostra tappa per questione di tempo e condizione climatiche, ovvero il Colle Bè Moulè 1657 m, con un’ora di cammino. Da qui continuiamo nel salire per un’altra oretta bella abbondante con non poche difficoltà per pendenza e ghiaccio. Salendo si incontra un incrocio con le stesse indicazioni della partenza, si segue per il Pian dell’Orso. Si prosegue sempre su mulattiera salendo pochi passi alla volta, per poi iniziare una salita molto più ripida che ci porterà al Colle Bè Moulè 1657 m. Una volta arrivati in cima per noi con scarpe da trekking con tasselli da 5-6 mm, sarà impossibile proseguire visto oltre il metro di neve, che in alcuni punti ci arrivava abbondantemente alle ginocchia. Durante il “Sentiero dei Franghi”, sono presenti molte indicazioni su legno  dell’Itinerario, non si può sbagliare, anche se abbiamo incontrato qualche persona andata fuori percorso. Volendo una volta arrivati al colle Bè Moulè 1657 m, con un ulteriore ore e mezza, molto di più viste le condizioni climatiche, si arriva al Pian dell’orso a 1962 m. Per poi proseguire ulteriolmente alla meta finale, con altre 3 ore al Colle dl Vento 2225 m.

Foto Gallery:

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Slideshow riassuntivo della giornata di domenica 26/02/2016:

Spero vi piaccia l’articolo, come sempre per ogni informazione scrivetemi nei commenti dell’articolo o tramite e-mail: carbmiki@hotmail.it

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Monte Musinè 1200 m

L’escursione o trekking al Monte Musinè si può fare tutto l’anno, anche se bisogna dire che non è adatta per tutti i tipi di escursionisti. Infatti il monte conta solo 1200 m, ma paradossalmente come pendenza può dare problemi se non si è abituati, visto che come pendenza media siamo sul 20%.

Oggi vi racconterò 2 delle 3 strade percorribili per arrivare in cima al Monte Musinè 1200 m.

Descrizione Itinerari 2 su 3 percorribili:

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  • Una volta raggiunto il piazzale del comune di Caselette, si raggiunge il campo sportivo, per immettersi direttamente sulla salita, dopo avere superato per salire sulla mulattiera, raggiungendo così il bel santuario.Volendo come alternativa alla via Crucis, si può prendere il sentiero per andare verso Sant’Abaco. Dopo 150 – 200 m, inizia il percorso vero e proprio che da cemento si trasforma in sterrato e rocce. Incominciando il lungo percorso verso il versante, bisogna fare molta attenzione soprattutto nel dove si mettono i piedi. Infatti poco più avanti il sentiero si farà sempre più stretto, facendo strada sempre più alla terra e vegetazione molto fitta. Negli ultimi 150 m di dislivello, sempre con una forte pendenza di almeno il 20 – 25%, si risalgono delle rocce con dei gradoni, dove in alcuni punti ci si può aiutare con delle catene fissate agli alberi, messe apposta dai più esperti. Passati questi ultimo 150 m si arriva sulla cima, dove si può ammirare l’enorme croce in cemento.

Per il secondo percorso – sentiero, si parte sempre dal piazzale Caselette, punto comune in entrambi i percorsi. Si segue il classico sentiero per il Musinè, quello più conosciuto superando una sbarra e percorrendo la mulattiera lastricata per S.Abaco, solo che diversamente dall’altro sentiero, prima del terzo pilone, si prende a destra un sentiero che pochi passi dopo porta ad una strada, seguirla (sempre tramite i segni bianchi e rossi) fino ad arrivare al tornante in alto a sinistra. Si prosegue in salita, dove si arriva al pian Sisterna 1080 m per poi pochi minuti dopo essere sulla vetta, percorrendo i 120 m rimanenti.

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Per info o qualsiasi informazioni, scrivetemi pure qui o tramite e-mail: carbmiki@hotmail.it.

Al prossimo articolo con l’itinerario dal: Colle Braida 1007 m al Colle Bè Molè 1657 m.

Varie foto scattate:

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Vinadio (Valle Stura) dove tutto nasce

Vinadio, Piemonte

italia

Il Lago di Sant’Anna si trova nel Comune di Vinadio, in provincia di Cuneo, nell’alto Vallone di Sant’Anna. Il Lago ubica a 2150 m sopra il livello del mare ed è un lago completamente naturale. Questo Lago nasce infatti grazie all’escavazione glaciale. Il risultato finale di tutto ciò sono centinaia di laghi creatosi nel tempo di diverse grandezze e dimensioni.

Lago Sant'Anna 2150 m

Lago Sant’Anna 2150 m

                                                           

                                                            Cosa Vedere?                                                                                                                                                                                                            

Sicuramente una delle attrazione principali sono i “Bagni di Vinadio”. Sì, proprio così a Vinadio si trovano le omonime terme. Situate all’incirca a 1300 m sul livello del mare, sono conosciute fin dai tempi degli antichi Romani. Infatti queste acque termali oltre che offrire uno spettacolo mozzafiato, sono conosciute soprattutto per le loro proprietà terapeutiche.

Essendo un grandissimo appassionato di Trekking consiglio vivamente questa zona nella Valle Stura. Infatti le 2 volte che andai feci escursioni di vario tipo. Una volta con guida, una volta da solo per esplorare e fotografare con più tranquillità i paesaggi.

Le Terme offrono un ottimo servizio di accoglienza non solo agli escursionisti locali, ma soprattutto per i camperisti provenienti quasi sempre dalla Francia. Il Paese è un ottimo posto per rilassarsi, ma anche per praticare sport Invernali quali: Sci di fondo e ciaspolate o sport Estivi come: Arrampicata e Trekking.

Durante il soggiorno si può tranquillamente soggiornare in apposite aree attrezzate. Infatti ci sono 2 grosse aree appena sotto il “Lago di Sant’Anna” che offrono spazi per tende e camper. Il campeggio ovviamente stile montano offre una grande comodità. Infatti le terme sono molto vicine all’area per il campeggio. Con soli 20 euro si ha l’accesso alle piscine interne ed esterne.

                                                                                                                                                                                Anello dei Laghi di Rioffredo – Itinerario                                                                                 

Cattura

La strada che circonda e risale il “Vallone di Riofreddo” è prevalentemente sterrata, ma in alcuni tratti asfaltata. Se si prosegue su di essa si finisce tra abeti e sentieri affascinanti. Proseguendo dopo il primo ponte sulla destra si noterà il “Lago Martel”.

Superato anche il secondo ponte ci si ritrova in un bivio, per i “Laghi dell’Aver” e per il “Colle della Lombardia”, oltre che trovare i vari rifugi e ruderi lungo il sentiero.

Una volta passati questi tratti non è difficile continuare. Infatti proseguendo incontrerete i “Ruderi Gias La Grotta”, dove potrete vedere un vecchio fabbricato metallico abbandonato. Sulla sinistra troverete il bivio per il “Lago Malinvern”, oltre che la “Falesia dei bevitori”.

Per finire l’Anello dei laghi di Rioffredo si conclude con una ripida salita per il bivio per i “Laghi della Valettà”.

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