Italy

Dal colle Braida al colle Bè Moulè 1657 m

66Dal colle Braida 1007 m si percorre la strada sterrata, con possibili scorciatoie, raggiungendo le Prese Brunetto dove si prosegue in direzione Col Bione 1430 m. In questi 400 m di dislivello si potranno incontrare animali quali cervi e daini se fortunati. Durante il sentiero per per salire, specie se d’inverno ci sarà molto ghiaccio, ma soprattutto neve che impegnerà anche gli escursionisti più esperti. Si consiglia quindi di attrezzarsi con scarponcini da trekking, ma possibilmente anche con ciaspole, mentre nel mese estivo caldo permettendo si sale tranquillamente in cima. Una volta arrivati al colle Bione 1430 m, ci si ritrova di fronte una capella (vedi foto sotto) molto suggestiva. 

Nel 1800 sul Colle Bione esisteva un piccolo pilone fatto di pietre votivo, che era dedicato alla Madonna dell’Aiuto (vedi foto sotto), ma solo nel 1900 si costruì questa cappella, per opera di Picco Rosset Giovanni un abitante del borgo di Coazze. 

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Capella – Colle bione 1430 m, dedicata alla Madonna dell’aiuto costruita nel 1900.

Su una targa affissa alla Cappella possiamo leggere le seguenti parole: “Più puro, più semplice, più vivo. Richiamo perenne che lega l’uomo al Mistero che lievita l’anima e la spinge dal soffio di questa porta là dove non hanno più senso né tempo né spazio”.

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Pilone volutivo, sul colle Bione 1430 m.

39Da colle Bione 1430 m s’incontra il percorso col cartello 435/9 (foto sinistra) dove appunto, ci dice quella che poi sarà l’ultima nostra tappa per questione di tempo e condizione climatiche, ovvero il Colle Bè Moulè 1657 m, con un’ora di cammino. Da qui continuiamo nel salire per un’altra oretta bella abbondante con non poche difficoltà per pendenza e ghiaccio. Salendo si incontra un incrocio con le stesse indicazioni della partenza, si segue per il Pian dell’Orso. Si prosegue sempre su mulattiera salendo pochi passi alla volta, per poi iniziare una salita molto più ripida che ci porterà al Colle Bè Moulè 1657 m. Una volta arrivati in cima per noi con scarpe da trekking con tasselli da 5-6 mm, sarà impossibile proseguire visto oltre il metro di neve, che in alcuni punti ci arrivava abbondantemente alle ginocchia. Durante il “Sentiero dei Franghi”, sono presenti molte indicazioni su legno  dell’Itinerario, non si può sbagliare, anche se abbiamo incontrato qualche persona andata fuori percorso. Volendo una volta arrivati al colle Bè Moulè 1657 m, con un ulteriore ore e mezza, molto di più viste le condizioni climatiche, si arriva al Pian dell’orso a 1962 m. Per poi proseguire ulteriolmente alla meta finale, con altre 3 ore al Colle dl Vento 2225 m.

Foto Gallery:

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Slideshow riassuntivo della giornata di domenica 26/02/2016:

Spero vi piaccia l’articolo, come sempre per ogni informazione scrivetemi nei commenti dell’articolo o tramite e-mail: carbmiki@hotmail.it

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Monte Musinè 1200 m

L’escursione o trekking al Monte Musinè si può fare tutto l’anno, anche se bisogna dire che non è adatta per tutti i tipi di escursionisti. Infatti il monte conta solo 1200 m, ma paradossalmente come pendenza può dare problemi se non si è abituati, visto che come pendenza media siamo sul 20%.

Oggi vi racconterò 2 delle 3 strade percorribili per arrivare in cima al Monte Musinè 1200 m.

Descrizione Itinerari 2 su 3 percorribili:

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  • Una volta raggiunto il piazzale del comune di Caselette, si raggiunge il campo sportivo, per immettersi direttamente sulla salita, dopo avere superato per salire sulla mulattiera, raggiungendo così il bel santuario.Volendo come alternativa alla via Crucis, si può prendere il sentiero per andare verso Sant’Abaco. Dopo 150 – 200 m, inizia il percorso vero e proprio che da cemento si trasforma in sterrato e rocce. Incominciando il lungo percorso verso il versante, bisogna fare molta attenzione soprattutto nel dove si mettono i piedi. Infatti poco più avanti il sentiero si farà sempre più stretto, facendo strada sempre più alla terra e vegetazione molto fitta. Negli ultimi 150 m di dislivello, sempre con una forte pendenza di almeno il 20 – 25%, si risalgono delle rocce con dei gradoni, dove in alcuni punti ci si può aiutare con delle catene fissate agli alberi, messe apposta dai più esperti. Passati questi ultimo 150 m si arriva sulla cima, dove si può ammirare l’enorme croce in cemento.

Per il secondo percorso – sentiero, si parte sempre dal piazzale Caselette, punto comune in entrambi i percorsi. Si segue il classico sentiero per il Musinè, quello più conosciuto superando una sbarra e percorrendo la mulattiera lastricata per S.Abaco, solo che diversamente dall’altro sentiero, prima del terzo pilone, si prende a destra un sentiero che pochi passi dopo porta ad una strada, seguirla (sempre tramite i segni bianchi e rossi) fino ad arrivare al tornante in alto a sinistra. Si prosegue in salita, dove si arriva al pian Sisterna 1080 m per poi pochi minuti dopo essere sulla vetta, percorrendo i 120 m rimanenti.

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Per info o qualsiasi informazioni, scrivetemi pure qui o tramite e-mail: carbmiki@hotmail.it.

Al prossimo articolo con l’itinerario dal: Colle Braida 1007 m al Colle Bè Molè 1657 m.

Varie foto scattate:

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Vinadio (Valle Stura) dove tutto nasce

Vinadio, Piemonte

italia

Il Lago di Sant’Anna si trova nel Comune di Vinadio, in provincia di Cuneo, nell’alto Vallone di Sant’Anna. Il Lago ubica a 2150 m sopra il livello del mare ed è un lago completamente naturale. Questo Lago nasce infatti grazie all’escavazione glaciale. Il risultato finale di tutto ciò sono centinaia di laghi creatosi nel tempo di diverse grandezze e dimensioni.

Lago Sant'Anna 2150 m

Lago Sant’Anna 2150 m

                                                           

                                                            Cosa Vedere?                                                                                                                                                                                                            

Sicuramente una delle attrazione principali sono i “Bagni di Vinadio”. Sì, proprio così a Vinadio si trovano le omonime terme. Situate all’incirca a 1300 m sul livello del mare, sono conosciute fin dai tempi degli antichi Romani. Infatti queste acque termali oltre che offrire uno spettacolo mozzafiato, sono conosciute soprattutto per le loro proprietà terapeutiche.

Essendo un grandissimo appassionato di Trekking consiglio vivamente questa zona nella Valle Stura. Infatti le 2 volte che andai feci escursioni di vario tipo. Una volta con guida, una volta da solo per esplorare e fotografare con più tranquillità i paesaggi.

Le Terme offrono un ottimo servizio di accoglienza non solo agli escursionisti locali, ma soprattutto per i camperisti provenienti quasi sempre dalla Francia. Il Paese è un ottimo posto per rilassarsi, ma anche per praticare sport Invernali quali: Sci di fondo e ciaspolate o sport Estivi come: Arrampicata e Trekking.

Durante il soggiorno si può tranquillamente soggiornare in apposite aree attrezzate. Infatti ci sono 2 grosse aree appena sotto il “Lago di Sant’Anna” che offrono spazi per tende e camper. Il campeggio ovviamente stile montano offre una grande comodità. Infatti le terme sono molto vicine all’area per il campeggio. Con soli 20 euro si ha l’accesso alle piscine interne ed esterne.

                                                                                                                                                                                Anello dei Laghi di Rioffredo – Itinerario                                                                                 

Cattura

La strada che circonda e risale il “Vallone di Riofreddo” è prevalentemente sterrata, ma in alcuni tratti asfaltata. Se si prosegue su di essa si finisce tra abeti e sentieri affascinanti. Proseguendo dopo il primo ponte sulla destra si noterà il “Lago Martel”.

Superato anche il secondo ponte ci si ritrova in un bivio, per i “Laghi dell’Aver” e per il “Colle della Lombardia”, oltre che trovare i vari rifugi e ruderi lungo il sentiero.

Una volta passati questi tratti non è difficile continuare. Infatti proseguendo incontrerete i “Ruderi Gias La Grotta”, dove potrete vedere un vecchio fabbricato metallico abbandonato. Sulla sinistra troverete il bivio per il “Lago Malinvern”, oltre che la “Falesia dei bevitori”.

Per finire l’Anello dei laghi di Rioffredo si conclude con una ripida salita per il bivio per i “Laghi della Valettà”.

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Milano 8 cose da vedere

Milano, Lombardia

italia

                                                                                                                                         1) Il Duomo di Milano

Duomo

                                                                                                                                                                        Milano secondo Comune italiano per popolazione, dopo Roma ed il tredicesimo comune dell’Unione Europea per popolazione costituisce il centro della terza area Metropolitana più popolosa d’Europa dopo Londra e Parigi. Culturalmente, Milano è dal XIX secolo il massimo centro italiano nell’editoria, sia libraria, ma anche legata all’informazione, ed è ai vertici del circuito musicale mondiale grazie alla stagione lirica del “Teatro alla Scala” e alla sua lunga tradizione Operistica.

Milano divenne “Capitale Economica Italiana” durante la rivoluzione industriale che coinvolse l’Europa nella seconda metà del XIX secolo. Infatti durante questo periodo con Torino e Genova si formò il “Triangolo industriale”. Da questo periodo in poi nel dopoguerra, subì un forte processo di urbanizzazione legato soprattutto all’espansione industriale, ma che coinvolse anche le altre città limitrofe.

Nell’ultimo Secolo la città ha stabilizzato un proprio ruolo economico e produttivo, divenendo il maggiore mercato finanziario Italiano, ma oltre questo è una delle “Capitali Mondiali” della moda e del disegno industriale. Infatti secondo “Top 20 Global Destination Cities” Milano nel 2013 risulta essere la città Italiana con la maggior presenza di visitatori, e la dodicesima al Mondo. Alle porte di Milano ha sede uno dei Poli della Fiera di Milano, il maggiore Polo fieristico d’Europa. Proprio nel 2015 infatti si terrà l’Expo (Esposizione Universale) proprio in questo immenso Polo Fieristico. Per questi motivi, ma non solo Milano conquista il titolo di Città globale, classificandosi come l’unica città Italiana nella lista delle Città Mondiali Alfa. Milano dal 1º gennaio 2015 costituirà una delle 10 Città Metropolitane d’Italia.

2) Galleria Vittorio Emanuele II

InstagramCapture_855c161c-2ad1-46ce-a258-2ed193717f96La Galleria Vittorio Emanuele II fu aperta nel 1867 e completata nel 1878, rappresenta il passaggio pedonale d’eccellenza che collega Piazza del Duomo a Piazza della Scala.

Questa imponente Galleria viene anche soprannominata “il Salotto dei Milanesi” per l’ambiente sfarzoso, ma anche per eleganza e ricchezza dei prestigiosi negozi, marchi, ristoranti, bar alla moda e librerie molto famose.
La Galleria è formata da un impianto a crociera al cui interno risalta la cupola centrale in ferro e vetro. Lunga ben 196 metri e collega Piazza del Duomo con Piazza della Scala.
I bracci della cupola sono alti fino a 47 metri, sono raffigurati a mosaico i Continenti Asia, Africa, Europa e America. Tutta la Galleria è coperta da ferro e lastre di vetro.

Nel pieno centro della Galleria è situato sul pavimento il simbolo dei Savoia con una croce bianca in campo rosso ed il famoso “Toro” raffigurato con gli “attributi” in vista. Infatti si dice che chiunque ruoti col tallone per 3 volte a 360° gradi sugli “attributi” del Toro sarà baciato dalla fortuna.

3) Quartiere Brera

WP_20141225_14_45_31_ProIl quartiere “Brera”, detto anche il quartiere degli artisti si fonde tra arte, storia, cultura, architettura, ma soprattutto musica che attrae da sempre turisti da tutto il Mondo, per il suo charme senza tempo. Infatti in questo quartiere sembra che tutto si sia fermato insomma si respira un’aria magica. Brera però si trova in un’area ricchissima di bar, locali, ristoranti e “caffè letterari”, frequentatissimi sia di giorno che di notte. Nella bella stagione molti ristoranti si dotano di dehors permettendo così di godere di drink e piatti in una cornice pittoresca e magica. 

4) Piazza la Scala

WP_20141225_14_44_46_ProPiazza della Scala inizia o finisce dipende dai punti di vista al termine settentrionale della Galleria Vittorio Emanuele II, che la collega a piazza Duomo. Tutta questa zona così racchiusa costituisce il “cuore di Milano”: L’area monumentale racchiusa tra questi due spazi, in cui si trova sia il centro amministrativo della Città che quello Religioso e Culturale.

Il Teatro alla Scala dialoga urbanisticamente con gli altri edifici che vi si affacciano: Palazzo Marino, di fronte, e i due palazzi della Banca Commerciale Italiana ai lati.

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Il nome della Piazza è dovuto al conosciutissimo “Tempio dell’Opera”, il Teatro alla Scala, che a sua volta prende il suo appellativo dalla distrutta Chiesa di Santa Maria della Scala, sulla cui area fu costruito.

 

 

 

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Via Monte Napoleone.

Via Montenapoleone fa parte del “Quadrilatero della Moda Milanese” che comprende oltre la stessa via, Via della Spiga, corso Venezia e Via Manzoni.

In queste vie si trovano i negozi più famosi tra i quali: Dolce & Gabbana, Ferrè, Krizia, Missoni, Valentino, Versace o Zegna. Il nome di questa via deriva dal banco pubblico, il monte dei pegni che era stato voluto in questa via proprio da Napoleone.

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Via della Spiga con i suoi negozi.

Via della Spiga, cuore del famoso “Quadrilatero della moda”, è una delle zone più lussuose di Milano, ma al contrario delle altre 3 Vie qua non vi è traffico. Infatti proprio per questo motivo viene presa d’assalto dai turisti e amanti dello shopping di lusso, che qui trovano i Brand di: Dolce&Gabbana, Prada, Cavalli, Moschino, Armani e molte altre griffes.

6) Castello Sforzesco

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Castello Sforzesco.

Il Castello Sforzesco è, dopo il Duomo, il monumento più imponente di Milano. Il Castello che ammiriamo oggi è il risultato di molti interventi, dal 300′ ad oggi: fondato da Galeazzo II Visconti, il Castello venne ricostruito da Francesco Sforza (da qui il nome Sforzesco) nel 1450, ma si ricorda anche Antonio Averlino architetto Fiorentino per aver costruito la spettacolare Torre dell’Orologio.

7) Arco della Pace

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L’immenso Parco Sempione con al fondo “L’arco della Pace”.

Al centro di Piazza Sempione sorge l’Arco della Pace, uno dei più interessanti esempi di architettura neoclassica in città. Inaugurato nel 1838, è costruito in granito di Baveno e rivestito in marmo di Creola d’Òssola.

Sulla sommità del monumento spicca un gruppo di statue in bronzo ovvero: La sestiga della Pace accompagnata da quattro Vittorie a cavallo, mentre nel fronte vi sono rappresentate le raffigurazioni dei fiumi Po, Ticino, Adda e Tagliamento.

 8) Pirelli

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Varie gomme “Pirelli da Formula 1”.

Articolato in 2 livelli, per un totale di 1500 metri quadrati vi è vicino “Palazzo Pirellone o Palazzo Pirelli” il “Pirelli Store”.

La strada, ed ogni individuo che vi passa davanti (automobilistico, motociclistico e pedonale) entrano in una sinergia col punto vendita. Tutte le collezioni, sono esposte tra pezzi iconici su 2/4 ruote e video della Formula 1. L’esterno si fonde così facendo, agli interni. 

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Langhe e Roero

Piemonte, Langhe e Roero

italia

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Le Langhe sono una Regione molto antica del Piemonte, situata geograficamente tra le Provincie di Cuneo e Asti, ma Alba invece l’Epicentro di questa Regione con storia e molte tradizioni. Il territorio prevalentemente collinare non è così insolito visto il nome “Langa” in Piemontese significa “Collina”. Il territorio inoltre comprende ettari ed ettari di Vigneti. In questa Regione si parla un dialetto ancora più stretto del normale piemontese. Infatti nel corso degli anni in questo dialetto sono stati inseriti gerchi e arcaismi. Questo dialetto nello specifico prende il nome della Regione stessa ovvero: “Langarolo”. Il Roero prende il nome dalla Famiglia omonima che dominava questa regione nel Medioevo in quel periodo. Le zone delle Langhe e Roero si distinguono per i loro paesaggi, castelli, ma soprattutto per la loro Gastronomia conosciuta in tutto il Mondo.  

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 Tartufo d’Alba 

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Gli ambienti ottimali per cercare il tartufo sono il bosco di querce, le sponde dei torrenti e dei fossati popolati di salici e di pioppi, i giardini e i viali di tigli. Occorre ovviamente un terreno adatto; ideale è quello calcareo, ma soprattutto quello argilloso dove di solito straripa il tartufo nero. Da non sottovalutare anche il terreno calcareo con presenza di silice. Altro elemento fondamentale l’altitudine: è molto raro oltre i 700-800 metri, ma il tartufo è imprevedibile, infatti può nascere ovunque si trovi l’apparato radicale di un albero ad esso congeniale, anche in una vigna, dove un palo di salice o di quercia abbia attecchito per quelle risorse infinite della natura. Ma i terreni umidi, ricchi di vegetazione, poco esposti al sole sono i più adatti, i più ricchi di sorprese. Tipiche sono soprattutto le zone boschive del Roero ai margini della pianura Torinese, le Langhe albesi e monregalesi, ma anche le colline del Monferrato. Il Mercato del tartufo di Alba è il luogo fisico in cui si può conoscere davvero il tartufo, immergendosi in un’atmosfera profumata e unica. Ogni tartufo in vendita presso il Mercato tipico Albese è controllato da una Commissione prima dell’apertura al pubblico; questo gruppo di esperti resta a disposizione con la funzione di Sportello del Consumatore dentro dei padiglioni. Nel Mercato del tartufo si ha la possibilità di vedere, toccare con mano, annusare tanti e tanti tartufi di varie tipologie (neri,bianchi) venduti direttamente da affidabili commercianti e cercatori del territorio. Nel grande spazio che ospita il Mercato del tartufo nella stagione Autunnale si potranno, inoltre, visitare gli stand enogastronomici di Alba – Qualità. Protagonisti saranno i vini del territorio di Langhe e Roero, i formaggi, i funghi, le paste all’uovo, ma anche i salumi e tutti i prodotti che hanno reso internazionale il nostro territorio. Per tutto il periodo autunnale è possibile l’acquisto del Tartufo Bianco d’Alba nei negozi specializzati della Città.

Ringrazio per queste foto: Welcome Piemonte  Noi ci vediamo al prossimo articolo ovvero alla prossima avventura. 

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Portofino – Un piccolo angolo di Paradiso

Portofino, Liguria

italia

Portofino è un piccolo Comune Italiano che fa parte della Provincia di Genova. Per la sua estensione amministrativa, è il territorio comunale più piccolo della provincia. Il Comune è situato nel Golfo del Tigullio,ma confina a Nord con il Comune di Santa Margherita Ligure e ad ovest con Camogli.

È considerato uno dei più caratteristici e pittoreschi borghi marinari del mondo.

Portofino is a small Italian municipality that is part of the Province of Genoa. For its administrative extension, it is the smallest municipality in the province. The municipality is located in the Gulf of Tigullio, but borders on the north with the municipality of Santa Margherita Ligure and Camogli to the west.

It is considered one of the most picturesque seaside villages in the world.

Foto Portofino

Partì da Santa Margherita Ligure dove mi feci tutti i vari Paesini per poi arrivare a Portofino. Non appena arrivai rimasi subito colpito da tutte queste piccole case colorate. In effetti poi guardai meglio attorno,accorgendomi quasi subito che queste case si potevano contare sulla punta delle dita. Ebbene sì infatti dopo una breve ricerca scoprì che gli abitanti di Portofino sono neanche 500 per essere precisi 440. Queste abitazioni sono abitate al 60%  da Pescatori il restante  40% dagli altri cittadini.

He set out from Santa Margherita Ligure, where I did all the various Villages then get to Portofino. As soon as I arrived I was immediately impressed by all these small colorful houses. In effect then I looked around better, realizing almost immediately that these houses could be counted on your fingers. Well, yes in fact, after a brief search he discovered that the inhabitants of Portofino are not even 500,440 to be precise.These houses are inhabited by fishermen to 60% with the remaining 40% from other citizens.

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Infatti a Portofino quella della Pesca una delle attività più redditizie,ma ci sono alcune zone protette come l’Area protetta di Portofino. Il modo migliore per apprezzare le bellezze del parco è quello di percorrere i suoi sentieri più caratteristici ed affascinanti, tutti in sicurezza e segnalabili da vistosi cartelli. Attraversandone la lunga,ma soprattutto fitta rete di oltre 60 km, è possibile scoprire la ricchezza e la varietà di Flora e Fauna, dei panorami e monumenti del promontorio circostante.

In fact, one of Fisheries Portofino one of the most profitable activities, but there are some protected areas such as the Protected Area of Portofino. The best way to appreciate the beauty of the park is to walk in his paths most picturesque and fascinating, all in the safety and reportable by garish signs. Crossing its long, but especially dense network of more than 60 km, it is possible to discover the richness and variety of  flora and fauna, landscapes and landmarks of the surrounding headland.

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Altro mito da sfatare sarebbe quello degli yacht. Proprio così,si dice infatti che Portofino sia ricca e sfarzosa,ma nessuno parla delle sue bellezze come citavo prima di Flora e Fauna,ma soprattutto le strutture architettoniche e le sue chiese piccole,ma speciali.

Another myth to dispel what would be the yacht. That’s right, it is said that Portofino is rich and opulent, but no one speaks of its beauty as I mentioned before Flora and Fauna, but especially the architectural structures and churches small, but special.

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Per concludere vi consiglio assolutamente di andare in questo piccolo angolo di paradiso. Sicuramente un giorno in questo splendido posto ci ritornerò.

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To conclude I would definitely recommend going to this little corner of paradise.Definitely a day in this beautiful place I will return.

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Firenze con le sue meraviglie

Firenze,Toscana

 italia                                                                                                                                                                                                   

028Quella mattina me la ricordo come se fosse ieri, partii da Torino alle 6.30 per arrivare a Firenze alle 12.30 circa  6 ore di viaggio in pullman. Proprio così 6 ore di viaggio belle, ma interminabili per ammazzare il tempo visto che ero andato con la scuola ed eravamo 3 classi circa ovvero 43 persone c’era chi ascoltava la musica (Io) c’era chi giocava a carte, ma chi addirittura riusciva nel dormire beato lui. Tra una sosta e l’altra all’autogrill finalmente arrivammo al traguardo Firenze. Una volta arrivati ci caricammo valigie e zaini in spalle per andare in Albergo almeno così la pensavo io visto che nonostante tutte quelle ore di viaggiò prima di andare in Albergo ci toccò camminare 3 ore con le valigie per seguire la guida che spiegava, ma che a causa della stanchezza sia fisica che mentale nessuno ascoltava. Finite (finalmente) le 3 ore di spiegazione o rottura di palle secondo i punti di vista andammo in Albergo. Una volta arrivati in Albergo disfai le valigie per poi farmi 2 ore di lungo sonno. I 2 giorni successivi visitammo gli Uffizi, ma soprattutto la cosa più bella furono le lunghe passeggiate sul Ponte Vecchio, ma soprattutto in centro dove c’erano le statue dei più grandi scrittori e innovatori di Firenze come Dante Alighieri Capostipite senza dubbio di Firenze insieme a Leonardo Da Vinci. Furono molto belle le chiese tra le quali quella di Santa Croce la Basilica Da’pazzi, ma anche tante altre. Il mio soggiorno lì durò 3 giorni per poi tornare a Torino questa esperienza mi lascia dentro un’enorme soddisfazione personale per avere rivissuto in soli 3 giorni tutta la Storia Fiorentina.

I remember like it was yesterday that morning I have left Turin at 6.30 to get to Florence at about 12:30 after about 6 hours of travelling by coach. Exactly so, pleasant but endless  hours; it is a school trip of 3 classes totally 43 people, some of them killing time (I), some playing cards, others ale to even sleen, lucky them! Between a stop and the other at “Autogrill” we finally get at the finish: Florence.Once arrive we pick our our suitcases and backpacks to go back to the Hotel, this was my thought, but after having experienced all those hours of travel we have to undergo a three-hours-walk before getting to the hotel, following the guide explaing, but due to both physical and mental fatigue none of us was listening to. At the end (thanks God!) of the three-hours-explanation or pain in the ass, according to the point of view, we gt to the hotel. Once at the hotel I unpack and then have 2 hours long sleep. The following 2 days we visit the Uffizi, but the best of all are our long walks on the Ponte Vecchio, especially in middle of it,  where there are statues of the greatest writers and innovators of Firenze like Dante Alighieri Founder of Florence together with Leonardo Da Vinci.There are very beautiful Churches like Santa Croce la Basilica Da’pazzi, and also many others. My stay there has lasted three days before returning  to Turin. This experience leaves me in the huge personal satisfaction to have relived in just 3 days the whole History of Florence.

Ponte Vecchio

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Until 1957 in Florence were six bridges. Currently there are ten. As the name implies, the Old Bridge, Opera Blacks of Fioravante (1345), is the oldest of the city. Not only because the only surviving authentic, but because it sits in the same place with respect to the other three decks from which it takes origin: the one of the Roman period, that collapsed in 1117, and the last destroyed by a flood of the Arno in 1333.

Chiesa S.Croce

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The church of Santa Croce in Florence was built starting from 1294 on design of Arnolfo di Cambio, but actually was consecrated in 1443 at the presence of Eugene IV. The church of Santa Croce has gradually enriched with donations of rich Florentine families which was then granted with the burial inside the chapels.

Dante

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The patriarch of Florence Dante Alighieri.

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City of Florence.

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Florentine leather goods.

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Traduzione da Italiano ad Inglese:  Vincenza Rutigliano

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